Una struttura innovativa pensata per lunghe degenze, ma anche per ospitalità di breve periodo, come potrebbe accadere in questi mesi di calura opprimente e di disagio per i più anziani: da ieri è ufficialmente decollata la nuova gestione della casa di riposo di Cimolais. Il Comune, proprietario dell’immobile, si è rivolto alla cooperativa Foenis di Cordenons.
Il passaggio di consegne è avvenuto formalmente giovedì mattina con la nascita della senior cohousing. La realtà può accogliere fino a 32 persone autosufficienti ultrasessantacinquenni. Di qui l’idea di estendere il servizio di residenzialità anche a quelle famiglie che nelle settimane estive vivono situazioni problematiche a causa della carenza di badanti per le ferie e di ondate di calore estremo. «Il nostro è un ambiente sereno e condiviso inserito in un contesto naturale unico nel proprio genere», hanno commentato i vertici della coop subentrante. «Sono felicissimo, non ci sono altre parole per descrivere il mio stato d’animo visto che abbiamo rischiato di perdere per sempre un servizio vitale per il paese ma anche per le zone limitrofe, Alto Veneto compreso», ha da parte sua rimarcato il sindaco Davide Protti. L’edificio è stato per anni in carico a Itaca che però all’improvviso ha comunicato di non essere più in grado di operare in regime antieconomico: la limitatezza del numero degli ospiti effettivi e l’oggettiva difficoltà a reperire personale disposto a trasferirsi in montagna hanno portato la storica società pordenonese a dare forfait.
Con una nota dello scorso 10 marzo, Itaca ha quindi informato il Comune della volontà di abbandonare la partita entro il mese di luglio. Di qui l’immediato interessamento di Protti che si è subito messo alla spasmodica ricerca di un sostituto. «A fronte di una possibile dismissione del presidio, unico punto di riferimento di questo genere in Valcellina, la mia amministrazione civica ha dovuto battere tutte le vie possibili. Abbiamo cercato più che rapidamente qualcuno di disponibile e di competente. Non è stato facile perché i tempi appaiono complicati persino per le grandi città di pianura: i dipendenti scarseggiano e pochi giovani hanno davvero intenzione di spostarsi in valle, rinunciando così al posto fisso. Ce l’abbiamo fatta e siamo grati a Foenis e alla Regione per il risultato raggiunto».
Non fosse andata in questo modo si sarebbe reso necessario individuare seduta stante una nuova ricollocazione per i 14 pazienti qui ricoverati, con tutte le ripercussioni socioassistenziali su un territorio già fragile. fmv
