Il gallo cedrone, il più grande tra i tetraonidi, sta affrontando un periodo di declino significativo nelle montagne del Friuli Venezia Giulia.
Un anno di monitoraggio ha evidenziato come la specie, già classificata come “vulnerabile” nella lista rossa degli uccelli nidificanti italiani, sia sempre più rara a causa della perdita
e della frammentazione dei suoi habitat naturali. Questi ambienti si stanno evolvendo in forme meno adatte alla biologia del gallo cedrone, contribuendo alle difficoltà riscontrate.
L’attività di monitoraggio, coordinata dal Servizio Biodiversità della Regione FVG, ha coinvolto il Corpo forestale regionale, i Carabinieri forestali di Tarvisio, il Progetto Lince Italia e le aree protette regionali, tra cui il Parco Naturale delle Dolomiti Friulane. Il monitoraggio si è concentrato sulla perlustrazione del territorio per individuare segni di presenza,
con un’attenzione particolare alla primavera. In questo periodo, i maschi di gallo cedrone si riuniscono in specifiche aree, dette arene di canto, per le parate di corteggiamento. Nel
2025 sono state effettuate 31 uscite di monitoraggio notturno in 16 arene, con l’osservazione di 22 maschi complessivi. Le attività sono state condotte con strumenti e modalità idonee a
non arrecare disturbo agli animali.
I dati raccolti hanno rivelato che in alcune arene non è stato rilevato alcun individuo, mentre nella maggior parte di quelle frequentate la presenza media era di uno o due maschi.
Questa situazione si discosta dalla biologia riproduttiva della specie, che
prevede la formazione di gruppi più numerosi in primavera. Nonostante
le criticità, sono state registrate anche situazioni positive, con un massimo di cinque maschi presenti contemporaneamente in alcune aree.
Il gallo cedrone, esigente e sensibile ai disturbi antropici, rappresenta un indicatore di qualità ambientale.
La sua tutela è cruciale per la conservazione di ecosistemi montani fragili, che ospitano numerose altre specie rare e minacciate. È dunque necessario identificare e attuare misure
gestionali efficaci per ridurre i fattori di disturbo, sia naturali che antropici, al fine di evitare l’impoverimento dell’ecosistema alpino.(F. l’aquila)
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Ai matrimoni russi no se può ridhe
A proposet dela Russia , no la fenis mei da merevee , agn tale "piciole "circostanthe.Olga Saenko, responsabile de l'anagrafe dela region de Rostov , tale celebrathions matrimoniai a la proibì no nome da ridhe, fumé, beve, mangé , ma agn da entré con un gaban, con le scarpe sporscie ,o con un saino masa gros.Oltre a chiste esigenthe de " decoro " , alà proibì agn esclamathions , ciacole a ous alta, telefonadhe , schiantadhe o movese tala sala dela celebrathion.A chiste proibithions - che le dires begn a un funeral - la Saenko no la soporta né monadhe né menadhe in giro , al masimo la permet un soriso o una comothion se i vegn fath da cetuth , thentha piasei o alegrie .Al fato alé che la Saenko la veic i sposi e chi che i sta intorn posibili intrics par la tranquilité social. continua su Cè disto? | Cronache da Cimolais Necrologi
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